
L’HOSTING PROVIDER E’ RESPONSABILE DEI CONTENUTI INSERITI DAI PROPRI UTENTI?
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha distinto tra hosting provider passivo, che si limita a memorizzare automaticamente i dati caricati dagli utenti, ed hosting provider attivo, che invece interviene nella gestione dei contenuti e ne ha quindi una maggiore consapevolezza. Questa distinzione è fondamentale per determinare la responsabilità del provider in caso di violazioni.
L’art. 17 della Direttiva Copyright (Direttiva UE 2019/790) stabilisce che i servizi di condivisione di contenuti online devono ottenere un’autorizzazione per rendere disponibili opere e materiali protetti dal diritto d’autore. In mancanza di tale autorizzazione, possono essere ritenuti responsabili delle violazioni commesse dagli utenti, a meno che dimostrino di aver fatto il possibile per ottenere i diritti necessari e di aver agito tempestivamente per rimuovere i contenuti illeciti su segnalazione dei titolari.
In questo scenario, le nuove tecnologie digitali stanno emergendo come strumenti di supporto per una gestione più sicura e trasparente dei contenuti online. Tra queste, la blockchain e le Distributed Ledger Technologies (DLT) offrono soluzioni innovative per la tutela della proprietà intellettuale, aiutando non solo i titolari dei diritti ma anche le piattaforme a tracciare e certificare le opere pubblicate.
BLOCKCHAIN E DLT COME STRUMENTI DI TUTELA DEI DIRITTI DI PROPRIETA’ INTELLETTUALE
La blockchain è una tecnologia rientrante nell’ambito delle cd. Distributed Ledger Technology (DLT) caratterizzate dall’esistenza di un registro distribuito che può essere compreso e modificato da tutti i vari nodi della rete.
Blockchain e DLT possono permettere di superare il modello attuale di tutela dei diritti d’autore dando alla società di gestione collettiva di questi diritti la possibilità di usare Blockchain/DLT per creare un collegamento diretto tra il momento creativo-produttivo delle opere dell’ingegno e quello del loro utilizzo. L’implementazione della tecnologia blockchain in ambito IP può avere importanti risvolti pratici anche con riferimento ai marchi d’impresa sia per catalogare le prove d’uso del marchio da parte del titolare che per raccogliere le prove dell’uso del medesimo marchio, o di marchi simili, da parte di terzi non autorizzati, nonchè con riferimento ai brevetti per consentire ad esempio a chi viene accusato di aver violato un brevetto, di dimostrare attraverso documenti e informazioni già validate tramite blockchain, di aver fatto uso dell’invenzione prima ancora del deposito della domanda di brevetto.
Anche nel campo agroalimentare l’uso di tale tecnologia favorisce lo sviluppo di un ecosistema di scambio di informazioni sul prodotto per aumentare la trasparenza e rafforzare le garanzie di origine e sicurezza alimentare coinvolgendo tutti gli attori della filiera e i consumatori.
La normativa sulla responsabilità degli hosting provider e l’uso della blockchain nella tutela della proprietà intellettuale sono temi complessi e in continua evoluzione. Per proteggere al meglio i propri diritti e garantire la conformità alle leggi vigenti, è fondamentale affidarsi a un avvocato specializzato, in grado di offrire una consulenza personalizzata e aggiornata.