Cosa disciplina la legge antiriciclaggio?

La legge antiriciclaggio D. Lgs 231/2007 è una normativa  orientata a smascherare la provenienza illecita del denaro (di beni o altre utilità di origine criminosa) per impedirne la ripulitura.

Detta legge persegue le proprie finalità attraverso la fissazione di vari obblighi, di cui  quattro risultano fondamentali:

 

  1. adeguata verifica della clientela
  2. conservazione di documenti, dati e informazioni
  3. segnalazione delle operazioni sospette
  4. limitazioni all’uso del contante.

 

Quali sono i  soggetti obbligati nel settore del real estate?

Vanno considerate, in pratica, perlomeno tre ipotesi:

  1. soggetti direttamente chiamati in causa dalla legge: è il caso degli agenti in affari che svolgono attività in mediazione immobiliare cd. agenti immobiliari;
  2. altri soggetti obbligati, in quanto rientranti nelle categorie di legge, ma solo indirettamente/strumentalmente coinvolti in una o più operazioni immobiliari: è il caso dei professionisti, specie i notai, nonché i commercialisti e gli avvocati;
  3. le Società di Gestione del Risparmio che gestiscono fondi immobiliarie inoltre soggetti, sempre rientranti, naturalmente, nelle categorie di legge, ma estranei alle operazioni immobiliari (tecnicamente “terzi”), pur risultando, in ragione dell’attività svolta, quali tramite delle transazioni finanziarie connesse alle operazioni stesse: è il caso degli intermediari bancari e finanziari e/o di altri operatori finanziari.

Nel primo caso, gli agenti immobiliari dovranno identificare il cliente, verificandone l’identità attraverso un documento idoneo; identificare il titolare effettivo del rapporto; valutare informazioni sullo scopo e sulla natura dell’operazione a cui il cliente è interessato, dovranno conservare copia dei documenti acquisiti adottando sistemi di conservazione idonei allo scopo, segnalare eventuali operazioni sospette.

Nel secondo caso, è di tutta evidenza il ruolo dei professionisti che possono essere chiamati a svolgere la propria attività nell’ambito di operazioni immobiliari, nella qualità di pubblici ufficiali roganti (i notai) o nella qualità di consulenti, talvolta ispiratori dell’operazione immobiliare stessa (avvocati e commercialisti).

Nel terzo caso, è altrettanto evidente la possibilità che, di fronte ad un’operazione immobiliare complessa ed ipoteticamente dai contorni poco chiari, le banche o altri intermediari finanziari su cui transitano i regolamenti economici delle operazioni, in ipotesi di sospetto di riciclaggio (ponderato o finanche superficiale o auto-protettivo), inoltrino alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) una segnalazione , all’insaputa delle parti e dei professionisti che le assistono, con ovvie conseguenze nocive.

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